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Rallentare

Nelle ultime due settimane la tecnologia mi ha tradita. Il portatile da cui scrivo ogni giorno ha smesso all’improvviso di funzionare. Ho dovuto subito adattarmi ad un computer completamente diverso, con un sistema operativo non aggiornato, perfetto per i grafici e per i creativi, ad esempio per lavorare sulle fotografie, ma un po’ meno per chi deve scrivere, usare i social network rapidamente e comunicare sul web.

Sono stata costretta a rallentare, a usare di nuovo il mouse per lavorare dopo anni, ad abbandonare le vecchie abitudini. Sono uscita all’improvviso dalla mia routine e penso che questo esercizio mi sia servito a trovare qualche soluzione originale e a tenere la mente allenata e sveglia.

Ho salvato montagne di documenti e fotografie su un hard disk esterno. Per fortuna, nonostante il guasto improvviso, non ho perso nessun file importante. Ma sarebbe potuto accadere. Penso che d’ora in poi cambierò il mio approccio verso il pc. Sarò meno abitudinaria e più calma.

Avrei potuto correre in un centro commerciale la sera stessa, comprare il primo portatile a buon prezzo per far fronte all’emergenza. Senza nemmeno avere il tempo di scegliere il modello migliore e più adatto alle mie esigenze. Non ho voluto ascoltare il primo impulso. Ho messo a tacere la reazione immediata.

Dopo una settimana di adattamento stava filando quasi tutto liscio. Poi il sistema operativo un po’ datato del computer di casa a cui mi stavo abituando ha deciso di tendermi qualche piccola trappola, di rallentare senza un motivo apparente e di bloccare il funzionamento di Skype (causa incompatibilità con la nuova versione, da scaricare obbligatoriamente).

Non potevo certo fermarmi davanti a qualche piccolo intoppo. Ho cercato di decifrare il messaggio in codice che forse questa situazione stava cercando di inviarmi: è il momento di iniziare a rallentare per poi fermarsi e partire per due settimane di relax, natura e viaggi.

Allora sono qui, la sera prima della partenza verso il paradiso della lavanda e dei fenicotteri rosa a “fare il punto della situazione” (cit.). Ho bisogno di questi quindici giorni a diretto contatto con la natura e con la macchina fotografica a portata di mano (ho batterie, schedine di memoria e persino una piccola fotocamera digitale di scorta – per sicurezza). Voglio solo camminare per sentieri di campagna e strade di città d’arte con tutto il tempo a portata di mano per ammirare, scoprire e conoscere.

C’è qualcosa di ironico nel “nostro” rapporto con la tecnologia. La utilizziamo perché speriamo che ci faccia risparmiare tempo. Ma non facciamo altro che riempire il tempo guadagnato in questo modo con attività frenetiche. Così le giornate proseguono più che mai all’insegna della fretta.

Sembra che la vita scorra ancora prima di riuscire a cogliere e apprezzare l’attimo. Le cose non devono andare per forza così. Possiamo decidere di ribellarci e di rallentare. Di goderci la vita, in poche parole.

Proviamo a fare una cosa alla volta concentrandoci sulle singole azioni (il multi-tasking – forse – è un’illusione). Cerchiamo di non pensare subito al lavoro appena apriamo gli occhi al mattino. Ad esempio, proviamo a preparare la colazione  e a gustarla senza avere la testa altrove. Focalizziamo davvero l’attenzione sulle persone con cui stiamo parlando o sul libro che stiamo leggendo, senza controllare ogni due minuti lo smartphone. E’ un esercizio di civiltà, di educazione e di concentrazione.

Rallentare è una scelta consapevole. Certo, non è sempre semplice e a volte è davvero impossibile. Tutti noi però possiamo decidere di farlo almeno qualche volta – ad esempio nel fine settimana e nei giorni liberi.

Non basta rallentare, prima di tutto bisogna essere presenti a se stessi. Quando la mente viaggia verso pensieri del passato, lista della spesa, elenco delle cose da fare, situazioni che ci preoccupano (e molto altro ancora) obblighiamoci a focalizzarci di nuovo su ciò in cui siamo impegnati in quel determinato momento.

Proviamo a disconnetterci. Spegniamo lo smartphone quando possiamo. Ad esempio, mentre in casa ho una connessione wi-fi, fino ad ora non ho mai avuto un abbonamento internet per navigare sul cellulare fuori casa. Nel fine settimana il più delle volte non controllo nemmeno la posta elettronica. In quei momenti voglio essere davvero dove mi trovo, parlare con le persone care che non vedo da qualche giorno, senza interruzioni, senza distrazioni e imput a cui potrò pensare in un altro momento.

lavanda-slow

Stiamo dimenticando l’odore della pioggia, il sapore della brezza, la dolcezza di uno sguardo e il calore di un abbraccio. Non dobbiamo abbandonare la tecnologia, che ci permette di comunicare all’istante anche con chi è molto lontano da noi – un vero miracolo! Ma non dobbiamo nemmeno diventarne schiavi.

Così come non dovremmo esserlo dei fast food, dei piatti pronti in cinque minuti, dell’alta velocità. E infine – dopo qualche spunto di riflessione – come fare per rallentare? Il trucco è molto semplice, così semplice che alcuni lo giudicano inutile, anzi una vera e propria sciocchezza. Invece, funziona, ve lo assicuro.

Si tratta di prendersi una pausa di qualche secondo per fare un bel respiro profondo. Fate un respiro lungo, poi fatene un altro e un altro ancora. Sentite l’aria che state respirando e lo stress che scivola via. Chiudete gli occhi mentre respirate. Bastano davvero pochi secondi. Infine, aprite gli occhi e ritornate al momento presente.

Marta Albè

Fonte foto: My Lavender Garden

Leggi anche: Una campana di consapevolezza per ritrovare la concentrazione al PC

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