Cose da imparare dal mio bimbo di un anno 

Oggi Stefano compie un anno. Come mamma ho la fortuna di averlo accanto ogni giorno. È come avere sempre a portata di mano un filosofo tascabile (o meglio, marsupiale!) sempre pronto a dispensare lezioni di vita richieste e non richieste, a volte in modo dolce, altre con una certa turbolenza, perché Stefanino-Terremoto-Coccolone è così, prendere o lasciare.

Ha dodici meso, non sa ancora esprimersi con delle frasi ma si fa capire molto bene con lo sguardo, i gesti, i sorrisi, i movimenti, le espressioni del viso e le sue piccole parole pronunciate a monosillabi e bisillabi.

Sono solo piccole parole, chiama la mamma, il papà e a volte il gatto, la pappa, la nanna. Tutto è da interpretare e lo si riesce più o meno a comprendere passando del tempo con lui.

Le parole non sono tutto

Questo mi fa capire che davvero le parole che pronunciamo e ascoltiamo dagli altri sono solo una piccola parte della nostra comunicazione.

Contano i gesti, le espressioni, i movimenti, il tono di voce. Tutti aspetti a cui in questo mondo distratto dovremmo dare molta più attenzione. Persino il silenzio parla. Un neonato non sa esprimersi a parole come un adulto, eppure comunica, ha solo bisogno di essere ascoltato, accolto e compreso nel modo giusto. 

Un sorriso è gioia qui e ora

Il sorriso del mio bimbo scioglie i cuori. Quanto potere rigenerante può avere un sorriso a quattro destini, tanto buffo e così dolce!

Non pensiamo mai abbastanza a quanto sia potente un sorriso per migliorare la nostra giornata e quella degli altri. Un sorriso porta gioia. accoglienza, meraviglia. Il sorriso di un bambino è un ringraziamento e un modo per ricordare a chi ha la fortuna di osservarlo e la capacità di riceverlo che c’è gioia qui e ora, in questo momento presente. 

Imparare a cadere

Cadere non è un fallimento, è una tappa dell’apprendimento. Chi cade si rialza per continuare il proprio lavoro. Cadere non significa fermarsi perché una caduta dà la spinta che occorre per rimettersi in movimento.

Sí, Stefano sta imparando a camminare e prima di capire come muovere i primi passo ha dovuto allenarsi a cadere. Si è sollevato, è caduto e si è rialzato non so quante volte prima di trovare il coraggio di fare il suo primo passo con la massima concentrazione. Cadere non è una sconfitta, è un allenamento che ci rende forti e coraggiosi.

Qualcosa che non ti aspetti

Stefano usa giocattoli e oggetti in modo diverso da come sono stati progettati e a poco a poco, quando occorre, ne apprende l’utilizzo più comune un po’ per intuito e voglia di fare nuove scoperte, un po’ imitando noi adulti.

Ultimamente ha iniziato a bere da un bicchiere trasparente molto simile a quello di mamma e papà ma più piccolo, così è maneggevole e l’acqua si rovescia meno. Ha iniziato da un momento all’altro a voler aprire e chiudere dei piccoli vasetti con il loro coperchio e questo è diventato il suo gioco preferito quando rimane ancora un po’ nel seggiolone dopo la pappa. 

Quando sono diventata mamma, un anno fa, non sapevo bene cosa aspettarmi, poi ogni giorno è arrivato qualcosa di nuovo da accogliere, quasi sempre qualcosa di meraviglioso, qualche volta delle sorprese un po’ meno semplici da gestire ma non irrisolvibili.

Ho imparato che ogni giorno può accadere qualcosa di inaspettato o di imprevisto legato al mio bimbo e al nostro mondo. Ho capito che devo accogliere ciò che arriva e che, quando serve, mi posso ingegnare per trovare delle soluzioni.

Cambiare prospettiva 

Nuove soluzioni? Io e il papà di Stefano ne abbiamo messe in campo numerose in questo ultimo anno e ora ti racconto la mia ultima trovata giusto per farti capire che cambiare prospettiva può aprire le porte a soluzioni creative interessanti.

Stefano ultimamente è attratto da due cassetti che si trovano alla sua altezza (quasi rasoterra in realtà), sono leggeri e facili da aprire ma purtroppo fino a pochi giorni fa erano stracolmi di oggetti troppi piccoli e anche un po’ pericolosi per lui. 

La soluzione immediata è stata allontanare Stefano da quei cassetti qualche dozzina di volte e cercare di sfilargli di mano gli oggetti inadatti. Stavamo per arrenderci e comprare dei blocca-cassetti quando ho avuto un’idea migliore.

Ho capito che per Stefano aprire quei cassetti e rovistare tra gli oggetti in quel momento rappresentava il massimo dei divertimenti e un’esplorazione utile.  

Quindi ho deciso di svuotare i due cassetti, spostare gli oggetti altrove e riempirli in alterativa con i suoi giocattoli.

In questo modo ora si diverte, non devo più stressarlo allontanandolo dai cassetti e quando li apre trova i suoi bei giochi.

Ovviamente lo tengo sempre d’occhio quando si trova nella zona dei cassetti ma ora la faccenda è meno stressante per me e decisamente più sicura per lui. 

Sono riuscita a salvare capre e cavoli questa volta? Forse sì. 

La forza della determinazione

Stefano è determinato, non si arrende di fronte agli ostacoli, quando vuole una cosa, va e se la prende e quando non ce la fa o è esausto dagli sforzi compiuti per raggiungere l’obiettivo, si ferma e chiede aiuto a suo modo. Non rinuncia e non si dà per vinto.

Se non avessi sistemato quei due cassetti come ti ho spiegato poco sopra, lui avrebbe continuato all’infinito ad aprirli per andare alla ricerca degli oggetti proibiti, nonostante l’avessi allontanato decine di volte. Poi sono intervenuta per rendere il tutto più sicuro ma non ho voluto impedirgli di aprire i cassetti.

Ora lo guardo con fierezza mentre gioca, si diverte, raggiunge il suo obiettivo senza correre rischi e, essendo lasciato libero, diventa – per quanto possibile per la sua età – più attento e responsabile rispetto a ciò che sta facendo. 

Non c’è niente di male nel voler ottenere qualcosa di grande nella vita e, anzi, un obiettivo ambizioso ci dà la forza per muoverci e andare avanti. Senza dimenticare che ciò che conta davvero non è quale obiettivo raggiungiamo ma chi diventiamo mentre siamo impegnati ad arrivare al nostro traguardo.

Lo sapevamo bene da piccolissimi, perché ora lo abbiamo dimenticato? 

Con gioia e gratitudine,

Marta

Ps. Ti consiglio un libro (che mi ha davvero cambiato la vita come mamma!): Come crescere i vostri figli con amore di Carlos Gonzalez 

 

5 pensieri riguardo “Cose da imparare dal mio bimbo di un anno 

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