crescita personale

Come sbloccare la creatività

Non credo che nella vita mi sia mai capitato di affrontare un vero e proprio blocco da pagina bianca per quanto riguarda la scrittura. Però mi è capitato di essere titubante. Di volere e non volere scrivere qualcosa nello stesso tempo. Di pensare che non fosse il momento giusto per cominciare. Eppure, proprio quando si decide di cominciare, si è già a metà dell’opera.

A volte mi preoccupo perché mi sembra di avere meno idee originali del solito e inizio a chiedermi cosa potrei scrivere nella prossima newsletter, nel prossimo articolo qui sul blog o post per Instagram.

In realtà ho sempre varie idee per scrivere qualcosa di nuovo e dunque può darsi che in questo caso non si tratti di un blocco creativo ma di una mancanza di fiducia o di concentrazione.

Sì, perché secondo me per scrivere e creare serve coraggio e serve anche qualche momento per riuscire a concentrarsi e capire cosa fare, dove iniziare, quale direzione prendere.

Ed è proprio nell’inizio il segreto: comincia e la creatività si sbloccherà, salta e la rete apparirà.

Nella versione artistica-spirituale: quando il discepolo è pronto, il maestro appare.

Insomma, dicevo che il segreto è nell’inizio.

Ma quando per paura o per noia non riesci proprio a cominciare, cosa puoi fare?

Semplice: cominciare qualcosa di diverso, aprire un canale espressivo differente.

Lo faceva persino Albert Einstein: quando si stava occupando di una questione scientifica da risolvere, si dedicava alla musica e dopo un po’ la soluzione arrivava, quasi come un’intuizione.

Passare da un canale espressivo all’altro fa bene al nostro cervello e ci aiuta a trovare soluzioni ai problemi, un po’ come quando ti capita di avere un’illuminazione mentre lavi i piatti.

Lo spiega bene Elizabeth Gilbert in Big Magic, un libro dedicato al magico potere della creatività, che ti consiglio di leggere con tutto il cuore perché ti aiuta a vincere la paura e a scoprire il miracolo della vita creativa. 

L’articolo che stai leggendo in questo momento nasce per questioni strettamente personali che forse possono diventare in qualche modo condivisibili ed essere d’aiuto agli altri.

Lavorando su me stessa, sul vivere intenzionalmente e sui valori personali, mi sono resa conto che stavo cercando io stessa di ostacolare la mia creatività, stavo innalzando delle vere e proprie barriere.

Non tanto per quanto riguarda la creatività legata alla scrittura, dato che scrivo comunque ogni giorno, ma per quanto riguarda una spinta creativa ed espressiva più ampia.

So bene che per me la forma creativa più  semplice e comoda è la scrittura e che anche per questo motivo è diventata il mio lavoro.

Ma la creatività non è solo lavoro, è prima di tutto una modalità espressiva e prima ancora è una passione straripante che sbaraglia tutto.

E io vivo nel timore di non riuscire a contenere tutto ciò che potrei fare se solo me lo permettessi.

Così, proprio lavorando sui valori personali, sul creare spazio, sulla ricerca dell’ikigai e sul vivere intenzionalmente, è nata una visione più ampia di me stessa.

Sono un’autrice, una persona che scrive.

Sono una storyteller, una persona che racconta.

E questo racconto può avvenire in diverse forme.

Attraverso la prosa, ma anche attraverso la poesia.

Attraverso la fotografia, ma anche attraverso l’arte.

Subito dopo la scrittura, il mio mezzo espressivo del cuore è la fotografia ed è il modo che preferisco per raccontare qualcosa attraverso le immagini.

Diciamo che alla scrittura e alla fotografia ho dedicato tanto tempo nella mia vita e mi sento piuttosto allenata e preparata e in più entrambe mi riescono in modo completamente spontaneo.

Pensavo che mi sarebbe bastato ricominciare a fotografare un po’ di più per placare la fame creativa, ma ho scavato più a fondo e ho trovato dell’altro.

Da bambina amavo disegnare, in particolare mi piaceva disegnare a matita e usare le matite colorate – mentre con tempere e acquarelli non ho mai avuto un rapporto speciale.

Durante la gravidanza, ho iniziato a scrivere e ad illustrare con qualche scarabocchio delle storie per il mio bambino in arrivo.

Storie scritte a mano su un quadernino, decorate con matite e pastelli: mi sono allenata un bel po’ nella calligrafia per riuscire a scriverle in modo leggibile per i posteri. 

Poi con l’arrivo di Stefano il tempo a disposizione è diminuito, anche se in quel quadernino ho ancora tanto spazio da riempire.

Mi sembrava assurdo riprendere in mano matite e colori in questo momento, ma ho voluto comunque provare.

La mia necessità in ora è quella di esprimere la creatività non solo a parole e di permettere alle mie emozioni di emergere in modo diverso.

Perciò questa mattina mi sono fatta coraggio e ho cominciato il mio art journal.

Ho scelto un quadernino a pagine bianche su cui ho iniziato a disegnare con le matite colorate qualcosa di semplice, molto semplice.

Ho scelto questa modalità perché mi fa sentire sicura e perché so che un quadernino e una piccola scatola di pastelli entrano facilmente in qualsiasi borsa, fuori casa e anche in viaggio.

Avevo bisogno di qualcosa di analogico e concreto che non avesse bisogno di tecnologie per funzionare.

Allora perché non un diario artistico?

Un art journal dove fare un piccolo disegno ogni giorno per liberare la creatività e andare oltre le abitudini?

Mi sono convinta che fosse la cosa giusta da fare per me in questo momento e allora ho cominciato

Perché l’importante, per sbloccare la creatività, è proprio trovare il coraggio di cominciare.

Marta Albè

4 pensieri su “Come sbloccare la creatività”

  1. Hai ragione quando un pensiero o lavoro non riesce a materializzarsi come si vorrebbe anch’io faccio altro vecchi insegnamenti di mamma e nonna
    Realizzando o semplicemente leggendo o ascoltando musica o altro ancora liberando la mente da ciò che stavamo facendo e non si riusciva a terminare magicamente tutto si risolve 😀😀

    1. Anche per me funziona così.
      Quando studiavo per gli esami universitari, ogni tanto mi fermavo dal prendere appunti e disegnavo.
      A chi non capisce questo meccanismo, potrebbe sembrare una perdita di tempo, ma non è assolutamente così!
      🙂

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