crescita personale, vita

Cosa ho imparato in un fine settimana di pioggia

Ho imparato che le previsioni meteo possono essere più imprecise che mai e che, nel dubbio, è meglio partire comunque, quando si sa di non correre rischi, perché la pioggia potrebbe lasciare al sole molto più spazio del previsto.

Ho imparato a prendere una posizione chiara, a fare sentire la mia voce, a non lasciarmi trascinare dalle incertezze degli altri, soprattutto quando si tratta di persone che tendono ad essere evitanti e rinunciatarie.

Ho imparato che un fine settimana di immersione nella natura può essere proprio questo e che non serve aggiungere al viaggio ulteriori tappe, tra l’altro lontane dai miei desideri.

Ho imparato che posso mangiare fuori casa quasi senza preoccupazioni, pur dovendo gestire delle allergie: è fondamentale fornire le giuste indicazioni e controllare che vengano seguite alla lettera, avvisare con largo anticipo, chiedere un menù personalizzato e incrociare le dita affinché tutto vada per il meglio.

Ho imparato che mio figlio sta facendo degli enormi passi avanti dal punto di vista della socializzazione e che, dopo qualche attimo di titubanza, può rapportarsi senza problemi con bambini di età diverse e giocare con loro divertendosi, senza scontri e senza litigi: la sua maturità, da questo punto di vista, potrebbe essere superiore alla media, per la sua età, o almeno così sostiene una delle mamme che abbiamo incontrato.

Ho imparato a ricevere il mio primo vero e proprio biglietto di auguri in occasione della festa della mamma, con decorazioni floreali creative e un mio ritratto realizzato con il cuore e con un pennarello verde dal piccolo di casa.

Ho imparato che portare in viaggio con me un libro e il mio diario della gratitudine è sempre una buona idea perché, anche fuori casa, mi è necessaria una breve pausa serale da dedicare alla lettura e alla scrittura consapevole.

Ho imparato che, per fortuna, esistono ancora realtà in grado di offrire un’ospitalità genuina accompagnata da un profondo rispetto per la natura, tra ingredienti di stagione, prodotti biologici e agricoltura sostenibile.

Ho imparato che un viaggio, seppur breve, è sempre un’occasione di scoperta e lo è ancora di più quando arriva dopo una considerevole pausa da quel lento ma frequente girovagare con cui amo supportare la mia felicità e ora anche la felicità della mia famiglia.

Ho imparato che il timore della pioggia può dissolversi in un attimo quando si parte equipaggiati e quando in realtà le precipitazioni risultano molto meno durevoli e intense del previsto.

Ho imparato che non esistono viaggi fuori stagione, esiste solo il nostro modo unico e ricco di meraviglia nell’osservare il mondo per andare a caccia di piccoli dettagli nascosti, come due minuscole coccinelle rosse tra i fili d’erba imperlati di pioggia.

Ho imparato e ricordato tutto ciò che durante i lunghi mesi della pandemia molto probabilmente avevo dimenticato.

Marta Albè

9 pensieri su “Cosa ho imparato in un fine settimana di pioggia”

    1. Per quanto riguarda i libri spazio normalmente dai romanzi ai saggi, dai classici della letteratura alla narrativa contemporanea. Per farti un esempio, le mie due ultime letture sono state “Il cacciatore di aquiloni” e “L’ordine nascosto”.
      🙂

      1. Allora sono onorato di avertelo fatto scoprire: è uno di quei libri che ti restano dentro per sempre. Colgo l’occasione per dirti che mi sono appena iscritto al tuo blog. Grazie per la risposta! :)

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