vita

Meno social, più vita

Sto riorganizzando la mia presenza online in modo che possa rispecchiarmi il più possibile.

I miei canali social sono in pausa da settimane, nel corso del tempo ho cancellato o disconnesso i profili che non stavo più utilizzando e aver disabilitato Facebook e Instagram di recente mi sta donando un inaspettato senso di libertà.

Non mi è mai interessato trasformare la mia vita in uno spettacolo per il palcoscenico dei social media.

D’altra parte, utilizzo il web da parecchi anni per dare spazio alla mia scrittura e continuerò a farlo proprio tramite questo blog, che è online da dieci anni, e attraverso la mia newsletter, che ho iniziato ad inviare cinque anni fa.

Trovo ormai insensato spezzettare la mia scrittura tra vari canali che in realtà stanno concedendo spazio a forme di comunicazione che non mi sono per niente affini, e mi sto riferendo in modo particolare ai video.

Per questo semplice motivo, il blog rimane il mio posto preferito dove scrivere, mentre la newsletter e le email sono i miei strumenti prediletti per cominciare in modo più intimo e diretto con le lettrici e i lettori.

Dunque, nei giorni dell’equinozio d’autunno, mi sono dedicata del tempo per riflettere e ho compreso che non è certo necessario essere presente ovunque nel mondo virtuale per esistere o per vivere bene.

Anzi, direi che per me vale l’esatto opposto.

E per chi mi ha cercata in questi giorni, eccomi, sono qui, pronta a scrivere seguendo la mia ispirazione e non le pretese di un algoritmo.

Ci si può stancare dei social media?

Posso confessare che trascorrere tempo sui canali social non mi stava arricchendo interiormente in alcun modo, perché giorno dopo giorno mi trovavo ad assistere alla condivisione di contenuti ripetitivi e ad inutili scontri sia sui massimi sistemi che su argomenti del tutto futili.

È qualcosa che ho visto accadere sia sui network di svago, sia sulle reti professionali.

Non ho mai amato gli slogan e le informazioni incomplete condivise sui social media solo per il gusto di fare audience.

Preferisco gli approfondimenti e dunque quando voglio informarmi sugli argomenti che mi interessano il mio sguardo va altrove, va direttamente alla fonte, quando è possibile.

Leggere i blog e le newsletter delle mie autrici preferite è sempre un piacere per me.

Navigare sui canali social stava invece diventando un’azione sterile e noiosa.

Preferisco che la mia presenza su questi canali sia del tutto marginale in questo momento e che sia legata solo ad un principio di utilità.

Ad esempio, riconosco che la chat di WhatsApp sia per me molto utile per mantenermi in contatto con la famiglia e con gli amici.

Un canale comunque privato, riservato alle persone care, a chi fa davvero parte della mia vita di tutti i giorni.

Forse perché in questo momento non mi interessa sgomitare per essere notata nel villaggio globale, preferisco invece sentirmi a mio agio nel villaggio locale in cui la mia vita si svolge nel conceeto.

Dunque mi disconnetto dai social per sentirmi più connessa alla vita.

E la mia voce può comunque risuonare all’esterno grazie alla scrittura, proprio qui in questo spazio.

Perché credo di avere ancora qualcosa da dire, ma voglio continuare a farlo nei modi e nei luoghi che sento più affini a me.

La bellezza del blog risiede soprattutto nel fatto che si tratti di uno spazio d mia proprietà, pulito e senza pubblicità.

Facebook e Instagram non sono dei canali di proprietà di chi li utilizza, seguono delle logiche imprevedibili da noi comuni mortali, dettate dagli algoritmi, e distraggono di continuo gli utenti con inserzioni e pubblicità.

Preferisco che le mie giornate non siano costellate da distrazioni che non mi interessano e da informazioni che non desidero ricevere, ma che in un modo o nell’altro mi raggiungono comunque passivamente.

Cosa significa per me avere meno distrazioni digitali?

Significa avere più tempo e maggiore attenzione da dedicare alle persone care.

Significa avere più spazio per scrivere, riflettere e approfondire, più tempo per leggere libri e per meditare.

Significa vivere il momento presente con calma e con gioia.

So che molte persone sono presenti ogni giorno sui canali social perché li utilizzano come strumento di lavoro.

Ognuno nella vita è libero di compiere le proprie scelte.

Non sento più la necessità di utilizzare Facebook o Instagram né per lavoro, né per avago.

Meno social, più vita.

Più libertà, oserei aggiungere.

La mia felicità è altrove.

Marta Albè

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2 risposte a "Meno social, più vita"

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