libri

Quel che affidiamo al vento

Numerosi libri che attendevano da tempo di essere letti si stanno facendo spazio nella mia vita e mi stanno conducendo per mano altrove.

Dopo aver letto Finché il caffè è caldo e, più di recente, Quel che affidiamo al vento sto viaggiando metaforicamente per le strade di Tokyo e del Giappone.

Altri romanzi e saggi mi stanno permettendo di conoscere meglio la Cina e la Corea.

Sto anche imparando qualche parola delle affascinanti lingue di questi Paesi e mi sto lasciando cullare dalle storie e dai racconti più o meno autobiografici che mi conducono lontano nel tempo e nello spazio.

Continua a leggere

Standard
libri

Finché il caffè è caldo

In Giappone esiste una caffetteria speciale che ti permette di tornare indietro nel tempo, in quel punto preciso della tua vita in cui hai fatto la scelta sbagliata o non hai avuto il coraggio di dire la cosa giusta.

Questa caffetteria, che ha più di cento anni, esiste nell’universo narrativo di Toshikazu Kawaguchi, sceneggiatore e regista che con Finché il caffè è caldo ha firmato il proprio esordio letterario dando vita a un bestseller internazionale.

Ho scelto di leggere Finché il caffè è caldo perché avevo l’impressione che le storie narrate in questo libro potessero aiutarmi a riflettere ancora una volta sul tema della ricerca del proprio ikigai ed in effetti è stato così, ma procediamo con ordine.

Continua a leggere

Standard
consapevolezza

Maneggiare con cura

Conosci l’arte del kintsugi?

Kintsugi in giapponese significa riparare con l’oro, oppure con l’argento o con una lacca che contiene polveri di metalli preziosi.

L’arte del kintsugi viene spesso utilizzata come simbolo e metafora di resilienza.

In concreto, si tratta dell’arte di riparare le ceramiche andate in frantumi in modo da renderle preziose e uniche.

Un piatto di ceramica andato in pezzi non avrebbe più alcun valore se non venisse riparato.

La riparazione con l’arte del kintsugi lo rende un oggetto di valore e restituisce alla ceramica la sua totale dignità.

Perché gettare quando si può riparare, impreziosire, trasformare in qualcosa di nuovo e prezioso un oggetto rotto?

Vale per la vita concreta e vale per la vita interiore. Continua a leggere

Standard
blog

Pulizie ecologiche e benessere interiore

Spazziamo via la polvere e le nubi dell’anima.

Recita così il sottotitolo del Manuale di pulizia di un monaco buddhista di Keisuke Matsumoto, bonzo del tempio Komyogi di Tokyo. Dalla lettura del manuale ho avuto la conferma di come le pulizie non siano una semplice buona abitudine per il riordino della casa e l’eliminazione della sporcizia, bensì un vero e proprio esercizio per l’anima.

Non so quante persone al mondo siano in grado di dedicarsi con tanta precisione alle pulizie della casa come i monaci di uno dei più noti e frequentati templi buddhisti di Tokyo. La pulizia del tempio è una delle primissime occupazioni a cui i monaci si dedicano all’inizio della giornata.

Polvere e sporcizia devono essere rimosse al mattino presto. La sera, invece, non si deve mai dimenticare di riporre in perfetto ordine gli oggetti che sono stati utilizzati durante il giorno e che possono dunque trovarsi fuori posto. Il monaco autore del manuale consiglia a tutti di seguire una simile routine, poiché essa è fonte di benessere interiore.

Gli oggetti fuori posto non soltanto creano disordine nelle stanza, ma una vera e propria sensazione di disagio interiore. Un semplice esempio? Ritrovare al mattino i vestiti stropicciati, non ripiegati come si deve la sera prima per la stanchezza, o i piatti da lavare, rimasti in cucina per semplice pigrizia.

La sporcizia, la polvere e il disordine ci ancorano al passato. Ordine e pulizia ci riportano al momento presente. Rimuovere la polvere, anche se, inevitabilmente, essa si riformerà, migliora il nostro “ora”. Un tempio sempre ordinato permette che i visitatori possano fare il loro ingresso al suo interno senza il minimo disagio e godendo fin da subito di una sensazione di pace.

Una casa sempre pulita e in ordine permette di accogliere senza problemi gli ospiti improvvisi. Rimuovere la polvere dei mobili o le macchie dai pavimenti equivale a rendere splendente la propria anima. Ci si concentra sul lavoro di pulizia in corso di svolgimento e si libera così la mente dalle preoccupazioni e dai pensieri negativi.

Una casa pulita e splendente è un regalo per se stessi. Partendo da un simile principio, dedicarsi alle pulizie domestiche non rappresenterà più un’incombenza noiosa, ma un momento da dedicare a se stessi, al benessere interiore e alla meditazione. Sto cercando di modificare le mie abitudini da quando ho terminato la lettura del libro, per pulizie domestiche sempre ecologiche e d’ora in poi anche con un valore aggiunto, dato da una nuova serenità.

Marta Albè

Standard